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Sabato 31 Luglio 2010  /  ultimo aggiornamento h 18:00
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MONDIALI 2010, BRASILE: ROSA,
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Kakà sarà decisivo per le sorti del Brasile

Anche se le scelte di Dunga appaiono poco convincenti, il ct verdeoro si presenta ai Mondiali 2010 con una rosa di giocatori invidiabile. Il Brasile è una delle favorite per la vittoria finale, forte non solo, come al solito, di un attacco stellare, ma anche di una delle migliori difese titolari del torneo. Sulle fasce, infatti, Dunga può affidarsi a Dani Alves e Maicon, mentre la coppia centrale Juan-Lucio sembra insuperabile. Anche le alternative in difesa (Thiago Silva, Luisao, Bastos e Gilberto) sono tutte valide, mentre tra i pali c'è la garanzia Julio Cesar. A centrocampo la vera stella è Kakà, che dovrà innescare in attacco Luis Fabiano. I giocatori brasiliani non possono sbagliare, anche perché le convocazioni di Dunga sotto alcuni aspetti sorprendono: l'ex mediano verdeoro, infatti, ha deciso di affidarsi ad alcuni dei suoi pupilli (Doni come riserva di Julio Cesar, Felipe Melo e Julio Baptista) nonostante nell'ultima stagione questi abbiano decisamente deluso. Nella lista dei convocati di Dunga manca, tra gli altri, il milanista Pato, non ancora al top della forma.

LE ULTIMISSIME:

Quasi certo il ritorno di Scolari al posto di Dunga (4 luglio) Il principale indiziato alla successione di Dunga è Felipe Scolari, già campione del mondo con la Seleçao nel 2002, sarebbe pronto a prenderne il posto. Dunga aveva firmato con la federcalcio brasiliana (Cbf) solo fino ai mondiali in Sudafrica, e si era sempre detto pronto a lasciare dopo, qualsiasi fosse il risultato per il Brasile. Invece, ecco l'esonero, ed ecco Scolari che sarebbe pronto a riprendere la sua traiettoria con la nazionale brasiliana. Oltre al titolo già conquistato, 'Felipao' avrebbe dalla sua un profilo non molto dissimile a quello di Dunga: molta disciplina, molta motivazione alla squadra, tattica offensiva ma con forte protezione a centrocampo e in difesa, uno stile personale altrettanto burbero, e una certa insofferenza per le stelle viziate. Diametralmente opposto a quello di Leonardo, altro possibile candidato all'incarico, ma visto con un pò di diffidenza sulla capacità di tenere saldamente in mano i fuoriclasse della Selecao. In ogni caso, in attesa di un chiarimento, Felipao Scolari ha prudentemente rinviato la firma del contratto che stava per siglare con il Palmeiras fino al 2012.

La Federcalcio brasiliana esonera Dunga (4 luglio) 
Carlos Dunga e tutta la commissione tecnica attuale della Seleçao sono stati esonerati dalla Federcalcio brasiliana (Cbf). «Con l'eliminazione del Brasile dai mondiali in Sudafrica si è chiuso il ciclo di lavoro che ha avuto inizio nell'agosto del 2006. Tutta la commissione tecnica della Seleçao è stata esonerata», ha annunciato la stessa Cbf nel suo sito. Secondo l'annuncio, la nuova commissione tecnica sarà annunciata a fine mese. In mattinata, al suo ritorno in Brasile, Dunga aveva lasciato intendere di essere disposto a prolungare il contratto e rimanere alla guida della Seleçao.

Lula assolve Dunga e la squadra (4 luglio) 
Il presidente Lula e tutto il Brasile hanno assolto il ct Dunga e la squadra nel suo complesso per l'eliminazione nei quarti di finale contro l'Olanda. «Non serve a niente cercare di trovare colpevoli - ha detto il presidente brasiliano, grande tifoso di calcio - I giocatori hanno fatto quello che dovevano fare in campo. Era la squadra che avevamo. Hanno giocato bene, e Dunga, a ben vedere, in definitiva ha più pro che contro». «Sono cose del calcio», ha concluso Lula. Così come il suo amatissimo presidente, tutto il Paese non è in vena di processi e di polemiche. Basti ricordare che il giorno prima dell'incontro con l'Olanda, un sondaggio sul maggior quotidiano brasiliano, la Folha de S.Paulo, dava un tasso di approvazione al ct brasiliano fino a quel momento del 69%. Il paradosso è che lo stesso Dunga ha sempre predicato che quello che importava era il risultato, mentre adesso invece i brasiliani lo stanno giudicando (e tutto sommato approvando) per altri fattori che hanno segnato la sua fase di comando della Selecao: la grinta trasmessa ai giocatori, l'attaccamento fanatico alla maglia oroverde, la disciplina e l'unione del gruppo, il rifiuto delle stelle viziate e capricciose. Come ha scritto il quotidiano sportivo Lance: «Questa squadra ha perso ma avrebbe potuto anche vincere bene, come ha mostrato nel primo tempo [contro l'Olanda, ndr]. Dunga ha ridato ai giocatori e in definitiva a tutto il Paese il senso di identificazione con la squadra che esprime i valori del suo calcio, mettendo in campo giocatori a volte umili e quasi dimenticati, quelli con la quale la gente si identifica, invece della sfilata di stelle del 2006 finita quasi in farsa». Certo, qualche nota stonata c'è stata, e lo si è visto al ritorno della Selecao: pochi i fischiati, primo fra tutti Felipe Melo. Il mediano juventino ha confermato ai mondiali quello che aveva già palesato in campo in Italia, la mancanza totale di controllo di sè, che i tifosi non gli perdonano. Ma il Brasile sembra adesso avere fretta di voltar pagina: nel 2014 sarà il Paese sede, e allora sì che in casa avrà il «dovere» di vincere. E allora la stampa sportiva e gli appassionati di calcio cominciano già a pensare chi sarà il prossimo commissario tecnico, e quali saranno i giovani che sostituiranno i gli affermatissimi titolari di oggi, da Lucio e Juan in difesa, a Kakà e Robinho in attacco, per vincere la prossima finale, nel Maracanà rinnovato come la Selecao.

Julio Cesar in lacrime: "Sono molto emozionato, grazie ai tifosi" (4 luglio) 
Applaudito a lungo al rientro, il portiere Julio Cesar, emozionato per l'accoglienza, è scoppiato a piangere. «Sono molto emozionato - ha poi detto mentre veniva consolato dalla madre - e ringrazio la tifoseria brasiliana. Se non altro la Seleçao ha dimostrato di avere amore per la maglia».

Rientro in patria: applausi per Juan e Julio Cesar, insultato Felipe Melo (4 luglio) 
La Selecao brasiliana, eliminata ai quarti di finale dall'Olanda, è arrivata oggi in patria, dove è stata ricevuta da un centinaio di tifosi, con insulti per Felipe Melo e applausi per Dunga e alcuni giocatori. I primi a sbarcare dall'aereo della Selecao verso le 4 del mattino ora locale (le 9 italiane) sono stati quelli diretti a Rio de Janeiro: Juan e Julio Cesar sono stati ricevuti con applausi e grida di simpatia, e il portiere nerazzurro è stato persino abbracciato da due tifose. Quando è apparso invece Felipe Melo, considerato da molti tifosi il responsabile diretto per l'eliminazione, a causa dell'autogol e dell'espulsione nell'incontro con l'Olanda, sono partiti fischi e anche qualche insulto. In particolare, è nato un coro di «vacilao», neologismo popolare difficile da tradurre, ma che definirebbe uno che «vacilla», che crolla nei momenti cruciali. Il mediano della Juventus aveva l'aria spaventata. Ad accogliere il giocatore era presente solo il padre, ma quando entrambi sono saliti sul Suv del padre, il mezzo è stato circondato da cronisti, fotografi e cameraman: apparentemente preso dal panico, Melo Sr. ha sgommato per aprirsi un varco, a rischio di investire qualcuno. A San Paolo, dove sono sbarcate alcune delle stelle della Selecao, tra le quali Kakà e Robinho, come misura di sicurezza la polizia ha fatto arrivare le auto che venivano a prendere i giocatori direttamente sulla pista. I giocatori non hanno quindi avuto contatto diretto nè con i tifosi - peraltro non numerosi - che li aspettavano, nè con la stampa. Dunga e il suo preparatore fisico, Paulo Paixao, hanno proseguito invece il viaggio verso il Rio Grande do Sul, e sono stati ricevuti a Porto Alegre con applausi e solo qualche fischio isolato, ma è passato in fretta senza rilasciare dichiarazioni e senza parlare con nessuno.

Kakà: "Potrei lasciare la nazionale" (3 luglio) 
«Il mio futuro in Nazionale? Non so... veramente non so cosa succederà da qui in avanti». Le parole dette a Tv Globo da un Kakà inconsolabile per l'eliminazione del Brasile dal Mondiale, scuotono il gruppo della Sele‡ao alla vigilia del rientro in patria. «È un momento molto difficile e delicato, nella mia carriera e nella mia vita - ha detto ancora Kakà -. Ho un rapporto molto stretto con la Nazionale, e sono già passato attraverso altri momenti complicati. Ma questo è il più difficile di tutti. Non posso pensare adesso al prossimo Mondiale, perchè è ancora troppo lontano: voglio riflettere a lungo sulla mia vita e sulla mia carriera». «Il dolore per questa eliminazione è troppo grande - ha aggiunto Kakà - e sicuramente maggiore di quello del 2006. So che ci sono milioni di brasiliani tristi, ma nessuno di loro lo è come noi che facciamo parte di questo gruppo: il Mondiale pensavamo di vincerlo».

Van Marwijk accusa: "Melo vergogna del Brasile" (3 luglio) «Ho rivisto a mente fredda le immagini di quanto Melo ha fatto a Robben. Invece di dire che non voleva fargli male, dovrebbe vergognarsi, per se stesso e per il Brasile. Se analizziamo la cosa freddamente, Felipe Melo è stato la vergogna del calcio brasiliano». Il ct dell'Olanda Bert Van Warwijk, che ha rivisto la partita in cui la sua squadra ha battuto il Brasile nei quarti di finale del Mondiale, è ancora più duro di ieri, e attacca il mediano della Juventus e della Selecao di Dunga. «Il Brasile ha tentato di provocarci più di quanto noi abbiamo fatto con loro - ha detto ancora il tecnico -. Siamo stati più bravi e più calmi di loro». Ancora una battuta sulla partita di ieri: «Nel secondo tempo siamo migliorati con il passare dei minuti, ed il risultato a nostro favore avrebbe potuto essere di 4-1 o 5-1». Intanto il Brasile riparte oggi alle 17 da Port Elizabeth. Da lì la Selecao atterrerà all'aeroporto Tambo di Johannesburg, dove alle 21 ripartirà, imbarcandosi sul volo Tam che porterà la comitiva prima a Rio de Janeiro, dove l'arrivo è previsto all'alba, ovvero alle 2,40 ora locale, e poi a San Paolo.

I media brasiliani se la prendono con Mick Jagger, il nuovo "iettatore" (2 luglio) 
La colpa della disfatta-shock con l'Olanda? E di Mick Jagger. Lo affermano alcuni siti web brasiliani, visto che finora tutte le squadre per le quali ha tifato il leader dei Rolling Stones sono uscite dai mondiali. 'Lancè, un prestigioso quotidiano sportivo brasiliano, ha esplicitamente puntato il dito contro il cantante inglese dopo l'eliminazione della Selecao. In altre parole, Jagger porta jella, affermano tanti media e tifosi locali, ricordando che finora ai mondiali, il leader Rolling ha tifato con gli Usa nella partita contro il Ghana, poi a favore della sua Inghilterra nel 'derby' contro la Germania: squadre che hanno dovuto salutare i mondiali, così come è avvenuto oggi con il Brasile. A inserirsi nella fila dei superstiziosi ci sono ora anche i media argentini. Subito dopo la sconfitta dei brasiliani, e in vista dello scontro domani tra la Seleccion e la Germania, un portale di Buenos Aires ha chiesto quanto segue al cantante: «Mick, per favore non ti avvicinare all'Argentina... e non ti sognare di fare il tifo per noi».

A Rio de Janeiro razzo contro console olandese (2 luglio) 
Tifosi brasiliani avrebbero lanciato un razzo addosso al console olandese a Rio de Janeiro, colpendolo di striscio alla mano sinistra. Paul Comenencia, in Brasile dal 2009, stava guardando la televisione con amici olandesi sul terrazzo di un appartamento nel quartiere chic di Leme, quando è stato colpito, per fortuna senza conseguenze, da un botto che gli ha procurato un livido alla mano sinistra. Un consigliere del consolato ha visto alcuni ragazzi, su un palazzo a lato, armeggiare con botti durante l'incontro, ma non ha visto il momento in cui il razzo partiva verso il terrazzo degli olandesi: il console Comenencia ha quindi rinunciato a presentare una denuncia.

Una nazione sotto choc, Lula compreso (2 luglio) 
Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è rimasto attonito davanti al televisore chiedendosi cos'era successo alla squadra verdeoro, il perchè dello sbandamento nel secondo tempo dopo l'autogol. «Come tutti i brasiliani, il presidente Lula è rimasto a guardare il televisore dopo che l'incontro è finito con l'aria attonita, a cercare di capire cos'era successo alla squadra, il perchè dello squilibrio emotivo - ha rivelato Gilberto Carvalho, capogabinetto della Presidenza - Lula credeva molto in questa squadra e aveva molta fiducia in Dunga, e perciò è un'eliminazione che brucia di più». Secondo Carvalho, Lula si è anche lamentato che alcuni giocatori hanno giocato molto al di sotto del livello che ci si poteva aspettare. «Adesso dobbiamo imparare da questi errori e pensare al 2014, quando saremo noi a giocare in casa», ha detto Lula.

Felipe Melo: "La gente mi dà addosso? Non mi frega" (2 luglio)
«Ora sono triste, e non ho parole. Ma di quel che dice la gente non mi frega nulla»: è lo sfogo di Felipe Melo, dopo l'eliminazione del Brasile dal Mondiale e le polemiche sulla sua prestazione. «Non mi frega se la gente viene allo stadio e grida contro di me - ha aggiunto il centrocampista della Selecao e della Juventus -. Chi sa di calcio sa quel che valgo. Ora ci vorrà qualche giorno per smaltire la delusione, poi sono felice di tornare alla Juve»

I media brasiliani "in lutto" (2 luglio) 
'Il Brasile è entrato in panico, addio Sudafrica', 'Nel secondo tempo Selecao irriconoscibile', 'Addio coppa, torniamo a casa': sono alcuni dei titoli con il quali la stampa brasiliana commenta la sconfitta con l'Olanda, che ha lasciato la squadra di Dunga fuori dai mondiali. I siti e le tv stanno in questi minuti pubblicando titoli-shock e le fotografie di Robinho e gli altri giocatori tra le lacrime. 'L'arancia meccanica ha distrutto il sogno della 'Hexà«, e cioè il sesto titolo ai mondiali, afferma il sito Futebolinterior, mentre la Gazeta Esportiva riprende le parole del portiere Julio Cesar, il quale ha ammesso sia il suo »errore nel primo gol« sia il fatto che »l'Olanda ha meritato di vincere«. Così come tanti altri media locali, il Diario di Pernambuco sottolinea »i due errori fatti da Felipe Melo, che hanno permesso la svolta della partita e la vittoria olandese«. Quello di oggi è »la fine di un sogno«, conclude il Diario, mentre il sito del giornale di Rio de Janeiro O Dia sottolinea che »Il Brasile è in lutto«. Sono numerosi d'altra parte i quotidiani che ricordano come il Brasile sia ancora una volta uscita dai mondiali ai quarti, così come era accaduto nel 1986 e nel 2006.

Julio Cesar in lacrime a fine gara: "Non ce l'aspettavamo" (2 luglio)
Un pianto a dirotto davanti alle telecamere di Tv Globo. È questo il Julio Cesar che ha provato a commentare 'a caldò, e fra le lacrime, la sconfitta del suo Brasile contro l'Olanda. «È un risultato che nessuno si aspettava - ha detto l'interista piangendo - ma purtroppo nel calcio succedono queste cose, e bisogna sforzarsi di pensare che il mondo non finisce qui. Eravamo molto fiduciosi, parlavamo sempre dei risultati ottenuti da questo gruppo in tre anni e mezzo e invece ecco com'è andata a finire...». «Eravamo fiduciosi di conquistare l'hexa (il sesto titolo n.d.r.) - ha detto ancora Julio Cesar - invece andiamo a casa e dobbiamo farlo a testa alto. Il loro primo gol? Fra me e Felipe Melo c'è stato un attimo d'indecisione fatale, abbiamo sbagliato ma anche questo nel calcio succede...».

Dunga: "Noi umiliati, la responsabilità è mia" (2 luglio)
«Noi tutti siamo umiliati e proviamo una grande delusione. La responsabilità è mia: sono il primo responsabile». Lo ha detto l'allenatore del Brasile Carlos Dunga dopo l'eliminazione dal Mondiale. «Solo entrando nello spogliatoio si possono capire l'umiliazione e la grande delusione. Nel primo tempo siamo andati molto bene, ma nella ripresa non abbiamo avuto continuità»: sono le parole di Carlos Dunga nella conferenza stampa dopo l'eliminazione del Brasile da parte dell'Olanda. «Non abbiamo mantenuto la concentrazione del primo tempo e - spiega - ci siamo innervositi perchè l'Olanda era cresciuta. Certi errori al Mondiale li paghi, si decide sui dettagli. Non siamo riusciti a conseguire l'obiettivo di diventare campioni»

Felipe Melo dall'altare alla polvere, Brasile eliminato (2 luglio)
Se davvero Dio è con lui, si faccia vivo al più presto. In Brasile non potrà tornare per un pò, glielo ha detto anche Ronaldo su Twitter. Non Cristiano, l'altro, il Fenomeno. In Italia non sembrava sentirsi troppo a suo agio, ora il ritiro della Juventus (se non lo 'tagliano' prima) gli parrà il Club Mediterranee. Autogol ed espulsione, Felipe Melo è il capro espiatorio del fallimento gialloverde ai Mondiali. Finirà all'Inferno della Selecao, con il Serginho dell«82 e il portiere Barbosa del '50. In Paradiso c'è Wesley Sneijder, che con un gol e mezzo (l'autorete del 'dannatò Melo) ha fatto fuori il Brasile, lanciato l'Olanda in semifinale a 12 anni dall'ultima volta e se stesso verso il Pallone d'Oro. Dopo il 'triplete' con l'Inter, se lo giocherà in Sudafrica con Leo Messi. C'è un pò di strana aria italiana nella clamorosa eliminazione del Brasile ai quarti. La Juventus e l'Inter, Melo il disastro e Sneijder la meraviglia. Stessa musica del campionato, in fondo. L'atleta di Cristo che non frena i calci e neppure la lingua e il neo convertito al cattolicesimo per amore della fidanzata, con battesimo ad Appiano Gentile prima dei Mondiali. »Il centrocampista di grande temperamento«, come lo definiscono in molti, condannato dall'incontinenza fisica e caratteriale e il piccolo, geniale 'trequartistà, un termine riesumato apposta per lui nelle afose trattative prima dell'arrivo a Milano. Destini intrecciati eppure agli antipodi per Felipe e Wesley. Il brasiliano inizia il match fatale con un assist per il gol di Robinho e lo finisce calpestando Robben dopo averlo steso. E dopo aver fatto autogol sul cross di Sneijder e averlo guardato mentre a un passo segna il decisivo 2-1. Legati a doppio filo. L'olandese da quando ha lasciato controvoglia il Real trasforma in platino qualsiasi cosa tocchi. Segna anche con un traversone (grazie Felipe) e di testa: tre i gol in Sudafrica, bomber orange al posto del vellutato Van Persie, che ha pure l'impudenza di chiedersi perchè il ct non lo tolga mai. 'Cali-Melò trascina con sè nel girone dei dannati anche Carlos Dunga, che l'ha sempre difeso dalla stampa, ma facendolo titolare del Brasile ne ha forse gonfiato l'ego a dismisura. Ha sempre parlato troppo da quando è in Italia: ai tempi della Fiorentina magari poteva starci, visto il rendimento; alla Juve proprio no. Litigi con gli avversari, litigi con i tifosi (poi le scuse), incomprensioni con l'allenatore. Dunga lo ha rimesso in campo contro l'Olanda dopo l'infortunio e Felipe ha incontrato il destino. »Non mi frega niente di quello che pensa la gente«, ha detto quando tutto si era ormai compiuto. Sneijder invece si impolverava nella gioielleria di Madrid, talento tra i talenti. Josè Mourinho ha dato il cordoglio a Massimo Moratti per prenderlo e cambiare la storia dell'Inter. Si presentò al derby d'agosto, a poche ore dallo sbarco, correndo, tirando e inventando. Non ha più smesso, nerazzurro o arancione è uguale. E in Italia che ha imparato? »Niente...«. Inutile prendersela, magari era solo un modo per iniziare la frase...
Questo il tabellino completo della gara:
OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg 6.5, Van der Wiel 6, Hetinga 6, Oojer 5.5, Van Bronckhorst 6.5, Van Bommel 6.5, De Jong 6, Kuyt 6.5, Sneijder 9, Robben 7.5, Van Persie 6.5 (40' st Huntelaar sv).(16 Vorm, 22 Boschker, 13 Boularhrouz, 13 Ooijer, 15 Braafheid, 14 De Zeeuw, 18 Schaars, 20 Afellay, 23 Van der Vaart, 17 Elia, 19 Babel). All.: Van Marwijk 8.
BRASILE (4-3-1-2): Julio Cesar 6, Maicon 6, Lucio 5.5, Juan 5.5, Bastos 5 (17' st Gilberto Melo 6), Dani Alves 6, Felipe Melo 4, Gilberto Silva 6, Kakà 4.5, Luis Fabiano 5 (32' st Nilmar sv), Robinho 6.5. (12 Gomes, 22 Doni, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 17 Josue, 20 Kleberson, 19 Julio Baptista, 23 Grafite). All.: Dunga 4
Arbitro: Nishimura (Giappone) 6.5.
Marcatori: nel pt 10' Robinho, nel st 8' Felipe Melo (autogol), 23' st Sneijder.
Ammoniti: Heitinga, Bastos, De Jong, per gioco scorretto, Oojer per comportamento non regolamentare, Van der Weil per simulazione.
Espulso: nel st 27' Felipe Melo per gioco scorretto.
Recupero: 1' e 3'. Angoli: 3-2 per il Brasile. Spettatori: 42mila.

Olanda-Brasile, probabili formazioni (1 luglio) 
Queste le probabili formazioni di Olanda-Brasile, partita valida per i quarti di finale dei mondiali di calcio, in programma domani a Port Elizabeth (ore 16):
Olanda (4-2-3-1): 1 Stekelenburg, 2 Van der Wiel, 3 Heitinga, 4 Mathijsen, 5 Van Bronckhorst, 6 Van Bommel, 8 de Jong, 11 Robben, 23 Van der Vaart, 10 Sneijder, 9 Van Persie (16 Vorm, 22 Boschker, 12 Boulahrouz, 13 Ooijer, 15 Braafheid, 14 de Zeeuw, 18 Schaars, 20 Afellay, 19 Babel, 17 Elia 21 Huntelaar, 7 Kuyt). All.: Van Marwijk.
Brasile (4-3-1-2) 1 Julio Cesar, 2 Maicon, 3 Lucio, 4 Juan, 6 Bastos, 13 Dani Alves, 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo, 10 Kaka, 11 Robinho, 9 Luis Fabiano. (12 Gomes, 22 Doni, 15 Thiago Silva, 14 Luisao, 16 Gilberto, 17 Josue, 7 Elano, 18 Ramires, 19 Julio Baptista, 20 Kleberson, 21 Nilmar, 23 Grafite). All.: Dunga.
Arbitro: Nishimura (Giappone).

Juan: "L'Olanda non è solo Robben" (30 giugno) 
Per lui soltanto bei voti. Juan finora è stato una delle note migliori del Brasile, e se la Seleçao continua ad interpretare il ruolo della grande favorita il merito è anche della sua irresistibile coppia di difensori centrali composta dal romanista e da Lucio. È proprio questo il segreto del Brasile di Dunga: se può cerca di dare spettacolo (e a tratti ci riesce, vedi le sfide con Costa d'Avorio e Cile), ma per ottenere grandi risultati bisogna per prima cosa non prenderle. I successi, secondo Dunga, partono da una difesa che incassa il minor numero di gol possibili, come insegna l'Italia campione del 2006. Così per prima cosa il tecnico ha pensato a forgiare una coppia di centrali imbattibile, o quasi, accanto ai quali ha inventato un terzino sinistro, Michel Bastos, trovato dopo lunghe ricerche e tanti esperimenti, e ha messo due che quest'anno ha vinto tutto, e al momento sono i migliori al mondo nei rispettivi ruoli, come Julio Cesar e Maicon. I quali, come Lucio, venerdì ritrovano un compagno dei trionfi italiani e di Madrid, ovvero Sneijder, e l'avversario più temuto nella sfida del Bernabeu, quel Robben che è la stella dell'Olanda e del Bayern Monaco. «Ma l'Olanda non è solo Robben, che comunque è un giocatore fortissimo, anche se per lui non sono previste attenzioni speciali - dice Juan -. Di calciatori bravi, specie in avanti, ne hanno molti e per questo è simile a noi, nel senso che cerca sempre di giocare al calcio e di privilegiare l'offensiva». I problemi tra Van Persie e Sneijder possono essere un vantaggio per il Brasile? «Queste cose non m'interessano - risponde - così come non voglio sapere con quale formazioni giocheranno: tanto l'Olanda è forte comunque, e ci stiamo pensando da quando abbiamo battuto il Cile, fra l'altro con un mio gol. È stato bellissimo, ho realizzato una cosa che sognavo fin da bambino, ovvero segnare, io che faccio il difensore, in un match dei Mondiali. Subito dopo esserci riuscito mi sono venuti in mente mia moglie e mio figlio». Secondo Juan il modo migliore di gestire questa sfida sarebbe di «fare il nostro gioco e cercare di segnare per primi, perchè sappiamo che una volta in vantaggio di solito sappiamo controllare bene la partita». Per lui e Lucio finora ci sono stati tanti elogi: arriverà il giorno in cui giocheranno insieme anche in un club? «Non so quale sia la situazione contrattuale di Lucio - risponde - ma io con la Roma ho altri tre anni, sto molto bene e sono felice. In questa stagione ho fatto il 70-80% delle partite e i risultati si vedono anche adesso. Comunque se io e Lucio andiamo così bene il merito è anche dei compagni: Dunga è molto esigente con i centrocampisti in fatto di marcature e con gli attaccanti che devono rientrare. È tutta la nostra squadra che sa difendersi bene, per questo è così difficile farci gol».

Elano alle prese con un edema osseo, il medico brasiliano: "Serve aiuto di Dio" (30 giugno) 
Il Mondiale di Elano, pedina fondamentale nel 4-2-3-1 del Brasile di Dunga rischia di essere già finito. Colpito molto duro dall'ivoriano Tiotè nel corso della partita della Seleçao, ed uscito in lacrime per il dolore, Elano ieri aveva ripreso ad allenarsi con i compagni ma ha dovuto interrompere la seduta per il riacutizzarsi dei fastidi che lo accompagnano dal giorno dell'infortunio. Oggi il medico del Brasile Josè Luiz Runco si è presentato in conferenza stampa per fare il punto sulla situazione clinica del giocatore. «È stato sottoposto a risonanza magnetica - ha detto Runco - ed è emerso che ha un edema osseo. È un problema che gli imporrà sicuramente di saltare anche la sfida contro l'Olanda, e per il resto vedremo. L'edema può riassorbirsi tra una settimana come fra un mese. Se fosse una persona normale non sarebbe un grande problema, perchè può camminare normalmente, ma trattandosi di un atleta le cose cambiano». Quindi quando torna Elano? C'è il rischio che il suo Mondiale sia già finito? «Spero nell'aiuto di Dio», è stata la risposta del medico dei pentacampioni del mondo. Poi Runco ha sottolineato che anche Felipe Melo (caviglia) e Julio Baptista (ginocchio) continuano ad avere problemi, «per le botte degli avversari». «Ma nel loro caso - ha detto ancora il medico - il test migliore è l'allenamento. Solo il campo può dirci come stanno veramente. Oggi parteciperanno alla seduta, e da lì capiremo se sia il caso di far sottoporre anche loro a risonanza».

Elano e Juan: gli arbitri puniscano il gioco violento (30 giugno) 
«Si parla solo di reti in fuorigioco e gol fantasma, ma mai degli arbitri che qui al Mondiale non puniscono il gioco violento e chi entra in campo solo per fare male agli avversari. Non credo proprio che sia giusto, perchè quelli della Costa d' Avorio sono andati a casa, io sono ancora qui ma rischio di non giocare più in questo mondiale». Dopo Maradona che reclama per i continui falli subiti da Messi, anche il Brasile, tramite quell' Elano a cui l'ivoriano Tiotè ha procurato un edema osseo reclama contro il gioco violento non punito dagli arbitri. «Io ho rischiato che mi spaccassero una gamba e sono uscito in lacrime per il dolore - dice - e ho dovuto far notare all'arbitro che il mio avversario non era stato neppure ammonito. Mandiamo a casa anche gli arbitri che fanno questo tipo di sbagli». «Certo che è triste vedere - dice - che ci sono calciatori professionisti che entrano il campo con l'obiettivo di far male ad un collega. Per gli arbitri è proprio un mondiale non positivo».
Dal ritiro del Brasile anche il romanista Juan se la prende con gli arbitri del Mondiale che non reprimono il gioco violento. «Il Brasile per vincere non ha bisogno di picchiare - dice Juan -. Mi dispiace che un calciatore professionista scenda in campo con il solo intento di far male ad un avversario. Noi giochiamo a calcio e se una volta entriamo duro è sempre e solo sul pallone». «E al primo intervento di questo tipo - continua Juan - ci ammoniscono subito solo perchè siamo il Brasile». Secondo il difensore, «tocca anche a voi della stampa sollevare questo problema». Gli arbitri non intervengono, e il Brasile, che rischia di perdere Elano per tutto il mondiale, chiede protezione. «Deve essere punito chi picchia - sottolinea Juan - e non chi gioca al calcio».

Elano ancora ko, non finisce l'allenamento (29 giugno) 
Il centrocampista del Brasile Elano rischia di saltare, dopo Portogallo e Cile, anche la sfida di venerdì a Port Elizabeth contro l'Olanda. Il giocatore, toccato duro da un avversario durante la partita contro la Costa d'Avorio ed uscito in lacrime per il dolore, ha infatti interrotto in anticipo l'allenamento odierno a cui si stavano sottoponendo coloro che non erano scesi in campo, o avevano giocato pochi minuti (come Kleberson), ieri contro il Cile. Elano, che stava facendo degli esercizi ginnici insieme al milanista Thiago Silva, ad un certo punto si è dovuto fermare e ha lasciato i campi di golf dell'hotel Fairway dove si stava svolgendo la seduta. Dopo aver parlato con il medico della Selecao Josè Luiz Runco, si è diretto verso l'albergo scuotendo la testa. Gli altri due infortunati Felipe Melo (caviglia sinistra) e Julio Baptista (ginocchio sinistro) sono rimasti in hotel per sottoporsi a trattamenti di fisioterapia. Anche loro, come Elano, sono in dubbio per la partita contro l'Olanda.

La squadra festeggia ma pensa all'Olanda (28 giugno) 
Dunga è soddisfatto ma pensa già all'Olanda, un impegno niente affatto facile. «Bisogna migliorare partita dopo partita - dice il ct del Brasile - e oggi noi lo abbiamo fatto rispetto alle prestazioni precedenti. La nostra è stata una bella prova perchè anche il Cile ha giocato bene, rapido e veloce, con gente che si muoveva e provava a fare possesso palla. Ma noi eravamo molto equilibrati e abbiamo approfittato delle opportunità avute». «I miei oggi si sono impegnati - continua Dunga - e hanno corso come quelli del Cile quando non avevamo palla e abbiamo gestito bene la situazione. Ora c'è l'Olanda e sarà difficile, perchè loro sono forti e hanno una tecnica come quella dei sudamericani. È solida e ha diversi giocatori di qualità». Poi una spiegazione tecnica: «ho fatto giocare Ramires e Dani Alves perchè sono rapidi e veloci come quelli del Cile - sottolinea il ct - Mi dite che Ramires ha giocato molto bene, e con chi lo sostituirò visto che sarà squalificato. Ma a queste cose io penso partita dopo partita, quindi da domani rifletterò su chi far giocare al posto di Ramires. Ma fin dall'inizio ho detto che confido in tutti i giocatori che ho portato qui». Quanto pesano le aspettative sul Brasile? «Per la qualità dei nostri giocatori - risponde - c'è sempre pressione su di noi, e c'è chi dice che i favoriti non vincono. Ma io noto che il Brasile acquisisce maggiore fiducia ad ogni gioco». Come si batte l'Olanda? È una squadra forte come quelle che Dunga ha affrontato e battuto nel '94 e nel '98 da calciatore? «L'Olanda mantiene una tradizione fatta di bel gioco e di buone nazionali - spiega -. Loro non marcano e basta, o non si limitano a lanciare palloni lunghi in avanti. Creano gioco, però non si possono fare paragoni con le sfide a cui ho preso parte da calciatore». Anche oggi Kakà non è sembrato al meglio, e si è anche fatto ammonire. «Tenete conto che in cinque mesi non ha quasi mai giocato 90 minuti - sottolinea Dunga -. Ma ora più che allenarsi è il momento di recuperare e riposare ed alimentarsi bene. Ci parlerò perchè anche oggi ha preso un giallo, ed è una cosa a cui bisogna stare attenti perchè ogni partita è una finale». Robinho ha mantenuto la tradizione di segnare al Cile e ha ricevuto il premio di 'man of the match'. «Finalmente il mio primo gol in questo mondiale - dice l'attaccante -. Mi ci volevo, e comincio a pensare che il Cile mi porti veramente fortuna visto che con quella di stasera sono otto le reti che gli ho segnato. Sono felice anche per la prestazione della squadra, stiamo migliorando ad ogni partita». «Adesso c'è l'Olanda - aggiunge Robinho - ed è quasi una finale. Metteremo il cuore negli scarpini per regalare altre gioie al popolo brasiliano». Juan ha sbloccato il risultato con il suo bel colpo di testa e sottolinea che «è stato importante perchè loro giocavano molto chiusi. La mia rete è arrivata al momento giusto». A Luis Fabiano chiedono se abbia un futuro italiano, magari nel Milan, e lui risponde che «non c'è ancora nulla di concreto, vedremo dopo questo Mondiale». Poi sulla partita: «stiamo crescendo, ora la squadra si trova a meraviglia. Siamo bravi nel possesso palla e a verticalizzare. Non so se siamo noi i favoriti nella prossima partita contro l'Olanda - aggiunge - ma è certo che sarà un match in cui si vedrà una grande qualità».

Quarti di finale: c'è l'Olanda! (28 giugno)
Il Brasile, dopo aver superato il Cile negli ottavi di finale, incontrerà nei quarti l'Olanda, vittoriosa sulla Slovacchia. La gara sarà disputata il 2 luglio a Port Elizabeth (ore 16).

Straordinaria vittoria sul Cile: 3-0, verdeoro ai quarti (28 giugno) 
Gli auguri del fuoriclasse del basket Kobe Bryant, stasera spettatore eccellente ed anche lui alla ricerca del sesto titolo, portano bene al Brasile. Contro il Cile finisce secondo prassi, ovvero in goleada (3-0), e con il sesto successo in altrettante sfide nell'era Dunga contro la 'Rojà. A segno Robinho che, a quota 8, raggiunge Pelè nella classifica dei fuoriclasse targati Seleao che più hanno segnato in match ufficiali contro i cileni. Questi avversari sembrano davvero portargli fortuna, visto che in questa circostanza è stato anche eletto migliore in campo. Eppure all'inizio la selezione gialloverde non era sembrata nelle sue migliori serate, irretita dalla ragnatela tattica del 'Locò Bielsa che, privo di tre titolari(gli squalificati Ponce, Estrada e Medel), aveva schierato la sua squadra con un 3-5-2 contro cui si erano impantanate molte delle manovre offensive brasiliane. Ma era bastato segnare il primo gol con Juan poco dopo la mezz'ora (al 34') per far andare la partita in discesa. La conferma arrivava appena quattro minuti dopo, con la seconda rete, segnata da Luis Fabiano, maggiore 'artilheirò dell'era Dunga, con 20 reti e la prospettiva di segnarne ancora molte, se continua così. Prima del Mondiale aveva rivelato di aver sognato che sarebbe stato il capocannoniere di Sudafrica 2010: per ora è a quota 3, dietro Higuain e lo slovacco Vittek, come dire che anche questa per il titolo dei bomber potrebbe diventare una sfida Brasile-Argentina. Intanto, nei quarti, la Seleao dovrà vedersela con l'Olanda, come ad Usa '94 (sempre quarti) e Francia '98 (semifinali), due precedenti a favore dei sudamericani che hanno tutta l'intenzione di continuare la serie, nonostante le qualità di gente come Robben e Sneijder. Fra i migliori in campo contro i cileni va segnalato Ramires, entrato in formazione perchè Felipe Melo non ce l'ha fatta a recuperare dall'infortunio alla caviglia destra. Visto come ha giocato il centrocampista del Benfica è auspicabile, per le fortune dei pentacampioni del mondo, una sua conferma, anche se dovrà saltare la sfida con gli olandesi in quanto era diffidato e si è fatto ammonire. Rimane negli occhi la sua splendida azione al 14' st, in occasione della terza rete, quando su un 'intercettò a centrocampo, si è fatto mezzo campo palla al piede prima di servire Robinho, in gol con un bel destro 'a girò. È stata questa doppia prodezza, del centrocampista e dell'attaccante, il simbolo della lezione che i brasiliani hanno dato ad un Cile troppo brutto nel secondo tempo per essere vero e che ora rischia di perdere Bielsa, che potrebbe non rimanere. L'unica vera occasione la 'Rojà (oggi in bianco) l'ha creata ad un quarto d'ora dalla fine, con Suazo che ha impegnato Julio Cesar in una parata decisiva. Troppo poco per dare fastidio alla grande favorita di ogni Mondiale.
Questo il tabellino completo della gara:
Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Michel Bastos; Gilberto Silva, Ramires; Dani Alves, Kakà (36' st Kleberson), Robinho (40' st Gilberto); Luis Fabiano (31' st Nilmar). (12 Gomes, 12 Luisao, 15 Thiago Silva, 17 Josuè, 22 Doni, 23 Grafite). All.: Dunga.
Cile (3-5-2): Bravo; Jara, Fuentes, Contreras (1' st Tello); Sanchez, Isla (17' st Millar), Carmona, Vidal, Gonzalez (1' st Valdivia); Suazo, Beausejour. (12 Pinto, 14 Fernandez, 16 Orellana, 19 Fierro, 22 Paredes, 23 Marin). All.: Bielsa.
Arbitro: Webb (Ing).
Marcatori: nel pt 34' Juan, 38' Luis Fabiano; nel st 14' Robinho.
Ammoniti: Kakà, Ramires, Vidal, Fuentes e Millar per gioco scorretto.
Angoli: 8-6 per il Brasile Recupero: 1' e 2'. Spettatori: 54.096.

Robinho avverte: "Ho già fatto male al Cile" (27 giugno) 
"Sono sempre andato bene contro di loro, ho già fatto male al Cile, segnando 6 reti in tutto nelle partite in cui li ho affrontati". Robinho avvisa la squadra del ct Marcelo Bielsa, alla vigilia dello scontro diretto fra le due Nazionali sudamericane negli ottavi di finale del Mondiale, in cui l'attaccante riprenderà il suo posto nella Selecao dopo aver saltato per un problema ad una coscia la sfida contro il Portogallo. «Non era una cosa seria - ha spiegato l'attaccante del Brasile - e se fosse stata una partita decisiva avrei fatto un sacrificio e avrei giocato. Visto che invece non lo era, i medici hanno preferito che rimanessi fermo». Domani invece ci sarà, al contrario dell'infortunato Felipe Melo (al suo posto Josuè o Ramires), «e mi preparo come sempre. Ma contro il Cile ho sempre fortuna, e credo sia anche una cosa che dipende da Dio. Ogni partita fa storia a sè, il passato non conta - aggiunge Robinho - ma io spero di segnare ai cileni anche domani. Mi aspetto che loro giochino molto chiusi, ma riusciremo a passare, noi siamo il Brasile». Da quanto alla guida della Seleao c'è Dunga, ovvero dall'agosto 2006, il Brasile ha affrontato e battuto il Cile cinque volte, vincendo sempre e segnando in tutto 20 reti ai rivali. Di queste Robinho ne ha realizzate sei.

Brasile-Cile, probabili formazioni (27 giugno) 
Queste le probabili formazioni di Brasile-Cile, ottavo di finale del Mondiale in programma domani alle 20.30, all'Ellis Park di Johannesburg:
BRASILE (4-3-1-2): 1 Julio Cesar, 2 Maicon, 3 Lucio, 4 Juan, 6 Bastos, 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo, 7 Elano, 10 Kaka, 11 Robinho, 9 Luis Fabiano. (12 Gomes, 13 Dani Alves, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 16 Gilberto, 17 Josue, 18 Ramires, 19 Julio Baptista, 20 Kleberson, 21 Nilmar, 22 Doni, 23 Grafite). All.: Dunga.
CILE (3-4-3): 1 Bravo, 4 Isla, 5 Contreras, 2 Fuentes, 8 Vidal, 6 Carmona, 20 Millar, 14 Fernandez, 9 Suazo, 15 Beausejour, 7 Sanchez. (12 Pinto, 23 Marin, 18 Jara, 21 Tello, 19 Fierro, 10 Valdivia, 11 Gonzalez, 22 Paredes, 16 Orellana). All.: Bielsa.
Arbitro: Webb (Inghilterra).

Dunga non si accontenta: "Avrei voluto vincere" (25 giugno)
 Non è un Carlos Dunga soddisfatto quello che si presenta nel dopo-partita a commentare il pareggio per 0-0 del suo Brasile contro il Portogallo. Lo si era capito già dai suoi gesti e dalle sue imprecazioni durante il match, poi è arrivata la conferma. «Non posso essere soddisfatto - dice Dunga - perchè io volevo la vittoria. È stata una partita complicata, perchè il Portogallo si è messo dietro e pensava soprattutto ad impedirci di attaccare e poi ha fatto molti falli. Gli spazi per noi erano molto ristretti, però il Brasile quando scende in campo deve sempre aspirare al successo». Il ct gialloverde spiega poi perchè non ha fatto giocare Robinho: «Aveva dei problemi muscolari e allora ho messo dentro Nilmar, un attaccante che è anche molto veloce e possiede ottima tecnica». Dunga conferma che nel match degli ottavi rientrerà Elano, ovviamente senza dire al posto di chi. Dunga commenta anche l'assegnazione del premio di migliore giocatore della partita a Cristiano Ronaldo. «Da allenatore io lo avrei dato a Lucio - dice - perchè ha intercettato tutti i palloni, ha organizzato la nostra difesa e spesso è venuto pure avanti palla al piede. Meglio di così non si può fare. Felipe Melo? L'ho fatto uscire perchè aveva riportato una leggera distorsione e poi era troppo nervoso». L'Argentina solo in finale? «Sono un'ottima squadra, ma sono anche loro a doversi preoccupare del Brasile: si ricordino del risultato del nostro confronto nelle eliminatorie...(3-1 per la Seleçao a Rosario, ndr).». Maicon ammette che «il Brasile non ha giocato una bella partita, ma ci accontentiamo del risultato perchè ci ha consentito di chiudere il girone al primo posto. Ora vediamo di fare un'altra bella partita lunedì prossimo. Julio Baptista? A me non sembra affatto che abbia giocato male». Il portiere Julio Cesar rassicura chi ha notato la protezione che gli copre la schiena: «Non sento più dolore, è solo una misura precauzionale per evitare il peggio, e devo ammettere che mi dà sicurezza. Il Portogallo? Si è messo dietro, e non ha fatto altro che difendersi».

Pareggio col Portogallo (0-0), primato nel girone (25 giugno) 
Mezza partita vera per un pareggio che va bene a tutti. Brasile e Portogallo non si fanno male nella terza giornata del Gruppo G e con lo 0-0 avanzano a braccetto agli ottavi di finale dei Mondiali. Ai verdeoro qualificati con 90' di anticipo si aggiungono i lusitani, che avrebbero rischiato l'eliminazione solo in caso di catastrofica sconfitta. Insomma, impossibile aspettarsi fuochi d'artificio da un match non fondamentale. La gara è parzialmente viva nel primo tempo: merito in particolare del Il Brasile che in avvio sfrutta la spinta di Maicon e la vivacità di Nilmar, pronto giocarsi al meglio la chance da titolare. La Seleçao arriva un paio di volte dalle parti di Eduardo, che deve sbrigare solo ordinaria amministrazione. Il Portogallo, compatto nella propria metà campo, non ha intenzione di rischiare: il pareggio blinda la qualificazione agli ottavi, non è il caso di correre inutili pericoli. I lusitani si accontentano di ripartire quando si aprono spazi e al 25' serve un clamoroso fallo di mano di Juan per fermare Cristiano Ronaldo: l'arbitro messicano Archundia non se la sente di sventolare il rosso e il Brasile rimane in 11. I colpi proibiti non mancano, come dimostra l'abbondanza di ammonizioni: 7 concentrati nei primi 45 minuti. Il pomeriggio si accende improvvisamente al 30' Nilmar tocca da 2 passi, Eduardo devia miracolosamente sul palo. Sul ribaltamento di fronte, Tiago reclama un penalty: per il direttore di gara è simulazione, giallo per il centrocampista portoghese. Dopo un lungo letargo, entra in scena Luis Fabiano. Il bomber della selecao trova il tempo per il colpo di testa: mira sbagliata, Eduardo si salva. Impalpabile, o quasi, Cristiano Ronaldo: abbandonato a se stesso, si fa vivo con una conclusione soft che al 42' non crea problemi a Julio Cesar. L'attaccante del Real Madrid cerca di lasciare il segno all'inizio della ripresa: un paio di accelerazioni e una punizione da distanza siderale sono fanno da prologo al contropiede individuale imbastito al 60'. Ronaldo sfida tutta la difesa verdeoro, il pallone arriva dalle parti di Meireles che non riesce a inquadrare la porta sull'uscita di Julio Cesar sprecando una colossale chance. Il Brasile non ha nessuna intenzione di alzare il ritmo del match che si trascina senza squilli. Il pallone staziona a metà campo, nessuno vuole rimediare un'ammonizione che farebbe scattare la squalifica. L'ultimo brivido, in maniera casuale, arriva al 92': sul tiro di Ramires, dopo una deviazione fortuita, Eduardo evita sorprese. La Seleçao con 7 punti si tiene il primo posto, il Portogallo chiude in seconda posizione con 5 punti e nemmeno un gol subito: nessuna squadra, finora, ha fatto altrettanto.
Questo il tabelino completo della gara:
Portogallo (4-1-4-1): Eduardo; Ricardo Costa, Ricardo Carvalho, Bruno Alves, Fabio Coentrao; Pepe (19' st Pedro Mendes); Duda (9' st Simao), Tiago, Raul Meireles (39' st Veloso), Danny; Cristiano Ronaldo. (3 Paulo Ferreira, 4 Rolando, 9 Liedson, 12 Beto, 13 Miguel, 18 Hugo Almeida, 22 Daniel Fernandes). All.: Queiroz.
Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Michel Bastos; Gilberto Silva, Felipe Melo (44' pt Josuè); Dani Alves, Julio Baptista (37' st Ramires), Nilmar; Luis Fabiano (40' st Grafite). (11 Robinho, 12 Gomes, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 16 Gilberto, 20 Kleberson, 22 Doni). All.: Dunga.
Arbitro: Archundia (Messico).
Ammoniti: Luis Fabiano, Fabio Coentrao, Pepe, Felipe Melo per gioco scorretto, Juan e Tiago per comportamento antiregolamentare, Duda per proteste
Angoli: 7-4 per il Brasile. Recupero: 1' e 5'. Spettatori: 62.760.

Portogallo-Brasile, probabili formazioni (24 giugno) 
Queste le probabili formazioni di Portogallo-Brasile, partita del girone G dei Mondiali, in programma domani alle ore 16 al Moses Mabhida Stadium di Durban:
Portogallo (4-2-3-1): 1 Eduardo, 13 Miguel, 2 Bruno Alves, 6 Ricardo Carvalho, 23 Fabio Coentrao, 8 Pedro Mendes, 16 Raul Meireles, 7 Cristiano Ronaldo, 19 Tiago, 11 Simao Sabrosa, 18 Hugo Almeida. (12 Beto, 22 Daniel Fernandes, 3 Paulo Ferreira, 4 Rolando, 21 Ricardo Costa, 5 Duda, 15 Pepe, 14 Miguel Veloso, 20 Deco, 10 Danny, 9 Liedson).All. Carlos Queiroz.
Brasile (4-4-2): 1 Julio Cesar; 2 Maicon, 3 Lucio, 4 Juan, 6 Bastos; 13 Dani Alves, 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo, 19 Julio Baptista; 11 Robinho, 9 Luis Fabiano. (12 Gomes, 14 Luisao, 15 Thiago Silva, 16 Gilberto, 17 Josue, 18 Ramires, 20 Kleberson, 21 Nilmar, 22 Doni, 23 Grafite). All. Carlos Dunga.
Arbitro: Benito Archundia (Messico).

Kakà: "Accetto critiche calcistiche, non alla mia fede in Gesù" (22 giugno) 
«Il mio recupero procede bene, ora mi riescono di nuovo certe giocate e dopo le partite non ho più dolore al pube. Ma in questa stagione ho avuto molte difficoltà fisiche e la cosa mi contrariava molto perchè io faccio vita da atleta». Lo ha detto Kakà, ribadendo di sentirsi bene e comunque di accettare le critiche calcistiche. Non ne accetta invece di altro tipo, e lo ha detto a chiare note rivolgendosi direttamente al figlio di Juca Kfouri, noto giornalista brasiliano. «Certi articoli mi hanno ferito - ha detto il n.10 della Selecao - in particolare quelli di chi, come tuo padre, mi attacca per motivi personali. Questo mi rende triste, perchè so che lo fa solo a causa della mia fede in Gesù. Io vorrei essere rispettato come cristiano, io e i milioni di brasiliani che hanno la mia stessa fede, e che mi fanno emozionare in modo incredibile quando li vedo in tv che festeggiano per strada le nostre vittorie».

Kakà risponde a Maradona: "Lui sì, che se ne intende" (22 giugno) 
«È divertente che a parlare del gol di Luis Fabiano sia uno come Maradona, che di gol di mano se ne intende». La rivalità tra Brasile ed Argentina continua a livello verbale con Kakà che ironizza sull'ex Pibe de Oro. «Comunque mi fa pensare -aggiunge Kakà - che sui tabelloni luminosi abbiano fatto rivedere l'azione del gol di Fabiano e non quella della mia espulsione, che non è stata frutto di un mio corto circuito mentale ma di una simulazione. Forse sarebbe meglio che la Fifa non facesse rivedere niente. Anche Cristiano Ronaldo, con cui mi sono sentito al telefono, ha detto che la mia espulsione è ingiusta».

Maradona critica la "mano" di Luis Fabiano (21 giugno) 
Il secondo gol di Luis Fabiano realizzato contro la Costa d'Avorio non è stato segnato «dalla mano di Dio» come ha rivendicato l'attaccante brasiliano. Lo ha detto Diego Armando Maradona, che di "mano di Dio" se ne intende. «No, questo gol è stato segnato col braccio. Ha controllato la palla col braccio, è tutto molto chiaro», ha detto sorridendo l'allenatore della Seleccion, commentando la rete di Fabiano. Maradona ha poi sottolineato che la cosa «più tragicomica» è stato vedere l'arbitro sorridere dopo il gol. «Quando segnai con la mano contro l'Inghilterra non vidi l'arbitro sorridere», ha detto l'ex Pibe de Oro. «Aveva molti dubbi in testa, guardava il guardalinee, i tifosi sugli spalti per avere una indicazione. Al tempo non esisteva il quarto uomo. Ma ieri l'arbitro sorrideva mentre tornava a centrocampo ed è quella immagine che ci ha lasciato sconvolti», ha concluso Maradona.

Dunga: "Kakà espulso? Sono stati loro a picchiare e rischio di perdere Elano" (20 giugno) È un Dunga soddisfatto quello che commenta la vittoria del Brasile sulla Costa d'Avorio, ma anche infastidito per ciò che è successo nel finale di partita. «Ad essere espulso è stato Kakà (stasera apparso troppo nervoso n.d.r.) - dice il ct della Seleçao - ma vorrei far notare che a picchiare non erano i nostri ma quelli della Costa d'Avorio. Io mi raccomando sempre con i miei giocatori, dicendo loro che le partite si cominciano e si finiscono in undici e che dobbiamo pensare solo a giocare al calcio viste le qualità che abbiamo. Stavolta non è successo, ma non la trovo giusto». Per sottolineare che gli ivoriani sono andati per le spicce Dunga dice che «ora rischio di perdere Elano per la sfida con il Portogallo, e anche se ottime alternative come Ramires e Dani Alves, non è una cosa che mi fa piacere. Comunque ho visto un buon Brasile: contro la Corea del Nord ci aveva condizionato l'emozione dell'esordio, stavolta è andata molto meglio, contro una squadra molto dotata fisicamente, contro cui abbiamo dovuto tirare fuori la nostra abilità tecnica, facendo sempre circolare il pallone. Luis Fabiano? Mi fa molto piacere che si sia sbloccato».

Dunga: "Oggi niente emozione" (20 giugno) 
Il tocco di mano con cui Luis Fabiano si è aiutato prima del secondo gol tiene banco nei commenti post-gara di Brasile-Costa d'Avorio, ma sulla vittoria dei verdeoro nessuno ha da eccepire. Carlos Dunga è più che soddisfatto per successo e qualificazione agli ottavi, Sven Goran Ericsson, il ct degli ivoriani, afferma che per battere il Brasile stasera bisognava essere «perfetti» e che è ancora più difficile farlo «quando si permette a questa squadra di usare anche le mani». Il ct della nazionale brasiliana ha comunque anche lui qualche motivo di lamentela. «Ad essere espulso è stato Kakà - dice - ma vorrei far notare che a picchiare non erano i nostri ma quelli della Costa d'Avorio. Io mi raccomando sempre con i miei dicendo loro che le partite si cominciano e si finiscono in undici e che dobbiamo pensare solo a giocare al calcio viste le qualità che abbiamo. Stavolta non è successo, ma non lo trovo giusto. Per sottolineare che gli ivoriani sono andati per le spicce Dunga aggiunge che il Brasile ora rischia di perdere Elano per la sfida con il Portogallo e anche se vi sono ottime alternative come Ramires e Dani Alves, »non è una cosa che mi fa piacere«. »Comunque - aggiunge - ho visto un buon Brasile, contro la Corea del Nord ci aveva condizionato l'emozione dell'esordio, stavolta è andata molto meglio contro una squadra molto dotata fisicamente, contro cui abbiamo dovuto tirare fuori la nostra abilità tecnica, facendo sempre circolare il pallone. Luis Fabiano? Mi fa molto piacere che si sia sbloccato«. »E vero, sono riuscito a sbloccarmi ma sapevo che sarebbe andata così e che il momento doveva arrivare«, ha detto l'attaccante, che in nazionale era a secco da sei gare. Sul secondo gol ammette di avere toccato la palla con la mano ma in modo del tutto »involontario«. »È stata la mano di Dio ed è stata anche una delle più belle reti della mia carriera«, ha detto. Anche Didier Drogba, in campo con il tutore al braccio fratturato e autore di un gol, parte da Fabiano quando su fa una breve disamina del match. »È stato la chiave della partita, ha segnato due reti fantastiche anche se una non è stata del tutto regolare«. »Noi abbiamo concesso troppi spazi ed è stato difficile, il Brasile è la squadra più forte del mondo, abbiamo avuto delle possibilità ma loro sono stati più bravi«, ha aggiunto. Circa la prospettiva di passare ai quarti nonostante la sconfitta di stasera, l'asso del Chelsea ha affermato che tutto dipenderà dalla partita di oggi tra Portogallo e Corea del Nord.

Luis Fabiano: "È stata la mano di Dio" (20 giugno) 
«Sono riuscito a sbloccarmi ma sapevo che sarebbe andata così e che il momento doveva arrivare: sul secondo gol ho toccato la palla con la mano ma è stato involontario, è stata la mano di Dio, ed è stata una delle più belle reti della mia carriera». Cosi Luis Fabiano, autore di una doppietta contro la Costa d'Avorio, ha commentato il successo del suo Brasile che vale il passaggio agli ottavi. «Ora sono più tranquillo - ha aggiunto - Dunga ha avuto fiducia in me e sono contento di averlo ripagato anche se a questo Mondiale non sono arrivato al cento per cento». Nel match d'esordio contro la Corea del Nord, l'attaccante carioca era rimasto a secco ed era stato criticato per la sua gara tutt'altro che sufficiente.

Tre a uno alla Costa d'Avorio: ottavi di finale ma Kakà espulso (20 giugno) 
Dopo Uruguay ed Argentina, ecco il Brasile. È sempre più, almeno per ora, il Mondiale delle sudamericane, considerati problemi e passi falsi di Germania, Italia, Inghilterra e quella Francia stasera qui presente con 'testimonial' gloriosi del suo passato, Platini e Zidane. Contro una Costa d'Avorio destinata ad essere l'ennesima delusione africana di Sudafrica 2010, la Seleçao di Dunga è risultata non sempre spettacolare ma terribilmente efficace, com'era il suo ct da calciatore. È un 3-1 netto che vale il passaggio agli ottavi, e stavolta a farne le spese è una squadra ivoriana battuta non solo dalla superiorità dei brasiliani, ma anche dalla propria incapacità di rendersi pericolosa, già evidenziata contro il Portogallo. Sarà che Drogba non è al meglio, e si vede, visto che nei primi 45' solo una volta si è fatto vedere (colpo di testa al 9' st su cross di Dindane e pallone fuori di poco). Nella ripresa ha segnato con un bel colpo di testa, dopo essere scattato sul filo del fuorigioco (ma in posizione regolare) quando però i giochi erano già fatti, e non saranno certo le alchimie tattiche di Sven Goran Eriksson, finora incapace di trovare soluzioni, che potranno risolvere il problema della pochezza offensiva della cosiddetta 'Selephantò. L'astinenza da rete stava invece diventando un problema per Luis Fabiano, bomber del Brasile a secco da sei partite. Ma al Soccer City è tornato ad essere 'O Fabulosò, anche se sulla sua doppietta grava l'ombra di un tocco di braccio con cui, al 5' st, si è 'aggiustatò la sfera in occasione del gol del 2-0, dopo essersi liberato di due avversari con un bel 'sombrerò. Bellissima, invece, la 'bombà dell'1-0, innescata dall'assist di un Kakà che soltanto in questa occasione è riuscito a mettersi in evidenza nel primo tempo. Nella ripresa è migliorato visibilmente, nonostante una condizione fisica ancora non al meglio, e ha servito un assist vincente anche ad Elano per il 3-0 (rete di piatto sinistro), ma poi l'ex milanista ha rovinato tutto facendosi espellere per doppia ammonizione (due cartellini gialli nel giro di tre minuti), una 'primizià nella carriera di un giocatore così corretto. Il fatto è che all'arbitro francese Lannoy, uno dei peggiori visti in questo Mondiale, a quel punto la partita era sfuggita di mano da un pezzo, complice la ripetuta serie di falli ed entrate dure degli Elefanti, peraltro ammoniti solo in due: ne aveva fatto le spese Elano, costretto ad uscire in barella. Così ad un certo punto il solitamente paziente Kakà prima aveva dato un 'calcettò a gioco fermo ad un avversario, poi un accenno di manata, peraltro non andato a segno, a Keita che si è prodotto in una scena da grande attore e ha provocato un accenno di rissa. L'arbitro ha abboccato mostrando il secondo giallo al 10 brasiliano, ora costretto a saltare la sfida con i cugini portoghesi (ininfluente per la qualificazione). È l'unica macchia nella serata di un Brasile più che mai potenza Mondiale: che spettacolo, in Sudafrica, la Sele‡ao e l'Argentina, altro che l'Italia con gli 'All Whites' o gli inglesi con l'Algeria.
Questo il tabellino completo della gara:
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Michel Bastos; Gilberto Silva, Felipe Melo; Elano (22' st Dani Alves), Kakà, Robinho (47' st Ramires); Luis Fabiano. (12 Gomes,


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