FIAT IN SERBIA, CALDEROLI: "MIRAFIORI RESTI APERTO"
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«A me interessa poco di cosa la Fiat voglia andare a fare in Serbia, a me interessa che lo stabilimento di Mirafiori resti aperto e siano garantiti i livelli occupazionali, investendo come si è fatto a Pomigliano». Lo afferma in una nota il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. «Ho fiducia nel tavolo promosso dal nostro Roberto Cota a Torino la prossima settimana - dice Calderoli -, diversamente saremmo costretti a far pagare il conto non soltanto alla Fiat ma a tutte le altre imprese, di quanto hanno ricevuto in questi decenni dallo Stato, perchè, torno a ripetere, non si può pensare di sedersi ad un tavolo, mangiare con aiuti di Stato e incentivi e poi andarsene senza pagare il conto».
CHIAMPARINO: MARCHIONNE MANTENGA PROMESSE «La scomparsa della Fiat da Torino non è ipotizzabile e non è socialmente sostenibile neppure un ridimensionamento». Ne è convito il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino che, in un'intervista al Sole 24 Ore invita l'ad della Fiat, Marchionne a mantenere le promesse sul polo produttivo della città. «Certo, non possiamo prevedere finanziamenti alla produzione come quelli offerti dalla Serbia - prosegue Chiamparino - ma la ricerca deve essere sostenuta. In cambio di precise garanzie da parte dell'azienda. È finita l'epoca dei regali all'industria». Secondo il sindaco, «non avrebbe senso costruire, altrove, cattedrali nel deserto legate all'auto elettrica che qui si sta già studiando, sperimentando. Ma occorre investire risorse pubbliche come hanno fatto tutti i governi». L'importante, a prescindere dalle produzioni che la Fiat deciderà di destinarvi, è che vengano mantenuti a Torino «i livelli produttivi promessi». Quanto al sindacato, Chiamparino chiede che si faccia «garante di una maggiora affidabilità».
CENTRELLA: A RISCHIO OCCUPAZIONE «Il piano presentato da Fiat il 21 aprile è strategico da un punto di vista industriale e garantisce anche l'occupazione. Per questo chiediamo all'azienda di ribadire al tavolo di mercoledì i propri impegni, perchè ne va del futuro dei lavoratori di tutto il Gruppo». È quanto si legge in una nota del segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, dove aggiunge che «di fronte al totale stravolgimento dei programmi futuri annunciati agli organi di informazione dall'amministratore delegato, il tavolo organizzato dal governo è arrivato sicuramente al momento giusto. Purchè l'esecutivo svolga il ruolo di garante, evitando di far entrare la 'politicà all'interno di una trattativa che è e deve restare nell'ambito delle relazioni industriali». Per il sindacalista «non basta mantenere la stessa quota di auto prodotte ogni anno come indicata nel piano di aprile, occorre anche riconfermare stabilimento per stabilimento ogni singolo progetto, al fine di saturare tutti i livelli occupazionali. Certo è che - conclude Centrella - se c'è una parte di sindacato che sta mettendo in crisi un progetto industriale, dall'altro c'è un'azienda che complica ancora di più il dialogo comunicando unilateralmente e pubblicamente cambiamenti di rotta, offrendo argomentazioni a quanti stanno cercando di minare la credibilità dei sindacati impegnati a difendere il lavoro in tutti gli stabilimenti insieme all'industria dell'auto in Italia».
BERLUSCONI: DELOCALIZZAZIONI NON A SCAPITO ITALIA Delocalizzare non a scapito dell'Italia: nella difficile partita Fiat, dopo la decisione dell'ad, Sergio Marchionne, di spostare la produzione della nuova monovolume 'LÒ da Mirafiori alla Serbia, entra in campo Berlusconi. «In una libera economia ed in un libero Stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il premier a margine di una conferenza stampa, a Milano, con il presidente russo Dmitri Medvedev. Ma subito dopo Berlusconi ha aggiunto: mi auguro, però, che questo «non accada a scapito dell'Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro». Le parole del presidente del consiglio precedono di poco la convocazione del suo ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, di un tavolo, mercoledì a Torino, per «l'esame del Piano 'Fabbrica Italià e delle sue ricadute produttive e occupazionali sui siti produttivi italiani». Tavolo attorno al quale siederanno l'azienda e tutti i sindacati confederali e di categoria. Quindi, anche la Cgil e la Fiom che non hanno firmato l'accordo su Pomigliano. D'altronde prima della notizia della convocazione, lo stesso Sacconi aveva professato ottimismo: «Vedo una multinazionale che vuole investire in Italia, al di là dell'annuncio dato ieri, una maggioranza delle organizzazioni sindacali e confido la stessa confederazione Cgil volenterose di creare quel clima di relazioni industriali cooperative che c'è in tutti gli altri settori», ha affermato il ministro che ha invitato anche Marchionne a «non agire unilateralmente». Da giorni il segretario di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, sostiene la necessità di riavviare il dialogo tra Fiat, Cgil e Fiom, anche se proprio oggi il leader delle tute blu, Maurizio Landini, ha detto di aspettarsi che il governo «anzichè aprire tavoli metta in campo una politica industriale che non ha». A Mirafiori la preoccupazione è tanta, lo 'spettrò è quello della cassa integrazione tra i 3.500 addetti alle linee Musa, Idea e Multipla che saranno sostituite dalla 'Lò. «Se a Mirafiori restasse solo la MiTo - ha detto il segretario generale Fiom Piemonte, Giorgio Airaudo - lo stabilimento chiuderebbe. La prospettiva più concreta è quella di un boom di cassa integrazione, perchè i nuovi prodotti che Fiat destinerà a Mirafiori non sono ancora stati pensati». Tuttavia, sembra intravedersi qualche spiraglio: le stesse dichiarazioni di Chiamparino, dopo una telefonata avuta con il manager italo-canadese, confermerebbero quest'impressione: «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori, mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilit… e volontà di non pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino. Dico questo - ha aggiunto - senza indulgere a facili ottimismi». Per il capo della Cisl, Raffaele Bonanni, non è tanto importante che la Fiat delocalizzi la produzione di un auto, ma che «in Italia mantenga le promesse di aumento della produzione». Secondo Epifani, invece, la Fiat deve chiarire cosa intende produrre in Italia, tenendo conto che ci sono diritti che «non possono essere calpestati». A rinnovare anche oggi le critiche al comportamento del governo è l'opposizione. Il Pd sollecita un confronto in «sede centrale sugli effetti delle scelte Fiat». «Benissimo fare i tavoli in Piemonte, ma questo tema Fiat però non si può prendere a pezzi e bocconi», ha detto il segretario Pierluigi Bersani, secondo il quale la responsabilità del governo «è fortissima». Mentre il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, ricorda a Berlusconi che è il capo del Governo e che, pertanto, non può «cavarsela con una battuta, augurandosi che la Fiat non si dimentichi dei lavoratori italiani». Oggi è proseguita anche la mobilitazione della Fiom: due ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo contro i licenziamenti e a sostegno della vertenza per il premio di risultato. Secondo l'azienda, è stata del 18,5% l'adesione a livello nazionale. Alta invece, secondo il sindacato, la partecipazione a Torino anche in seguito all'annuncio di voler spostare la produzione della futura monovolume nello stabilimento di Kragijevac. La città della Serbia centrale dove c'è grande ottimismo sul progetto del Lingotto.
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futuro ,molte cose cambieranno | saluto ,la fiat puo entrare in produzzione ,lo sddoppiamento di fiat per i veicoli commerciali e importtante ,,e un beneficio se fiat entra in produzzione ,veicoli commerciali ,sono importtanti ,per veicolare un nuovo codice di mercato ,verso un turismo ,sosttenibile in italia ..veicoli commerciali sono importtanti per sviluppare un sistema di traspportti merci per le strutture albeghiere .mezzi molto veloci ,lavoro notturno per le consegne liberando le strade nelle ore diurne ..tutte le strutture albeghiere saranno sul mercato ,le porteremmo in borsa .titoli azzionari con i servizi delle banche ,e le pubbliche amministrazz ,,saluto governo e opposizzione ,per la manovra economica in linea con l europa | commento inviato il 24-07-2010 alle 03:34 da gerardo | | | non sarà che il pesce puzza dalla testa? | Marchionne sostiene che va a investire capitale italiano all’estero per guadagnare in competitività. Però la storia Fiat gli dà torto: in Russia è andata male, come pure in Spagna, in Brasile, in Argentina, in Polonia, etc. Venendo a tempi più recenti, il doblò fabbricato in Turchia ha seri problemi di qualità e di vendite. Perché allora in questo momento di crisi economica la Fiat vuole andare in contro-tendenza rispetto alla strategia attuata dai suoi concorrenti tedeschi o francesi? La colpa sarebbe del sindacato italiano (ma esiste ancora?) e implicitamente degli operai. Nessun dubbio sulla casta dirigente? Esprimo la mia solidarietà e la mia stima agli ultimi e autentici lavoratori Fiat. | commento inviato il 24-07-2010 alle 02:03 da 3½ HP | | | Lucenera | Hai perfettamente ragione. | commento inviato il 23-07-2010 alle 18:20 da fede | | | Serbia | In Italia il costo del lavoro è troppo alto se si vuole sopravvivere bisogna essere competitivi,una delle maggiori aggravanti del costo del lavoro sono i troppi fannulloni che si nascondono nella burocrazia e nei sindacati.Quello che è strano i sindacati vogliono giudicare l'operato della dirigenza che investe capitali e fa delle scelte strategiche ,ma il sindacato in cosa investe e quale contributo da x la sopravvivenza della ditta.Ve lo dico Io il potere di mediare sulla pelle dei lavoratori al solo fine di avere interessi propri che non sono la tutela dei lavoratori.Chi lavora e sa il fatto suo come mestiere non ha bisogno di essere tutelato dal Sindacato,nessuna ditta ha interesse a lasciare che un soggetto valido si perda.I sindacati la rovina dell'Italia. | commento inviato il 23-07-2010 alle 17:02 da lucenera | | | Grazie | Grazie alla Fiom....che bel sincato | commento inviato il 23-07-2010 alle 15:46 da pippo | | | sempre piu' confuso... | Ma questo Marchionne chi vuole punire? Se ben ricordo a Pomigliano due terzi degli operai lo aveva appoggiato.Che cosa pretendeva ,L'unanimita' dei consensi? Ora,come ben sappiamo,un accordo come quello tra la Fiat ed il governo serbo,non e' cosa che si possa materializzare dall'oggi al domani,quindi la cosa mi puzza di bruciato e non poco;intendo dire che secondo me i preliminari dell'accordo con i serbi erano antecedenti alla votazione di Pomigliano .Se Marchionne vuole portare la produzione in Serbia si accomodi pure ma faccia la cortesia di non cercare di scaricare le colpe su quella gente che subisce le scellerate scelte della Fiat:chiaro? | commento inviato il 23-07-2010 alle 11:58 da pasquino | | | Produci in Serbia? | cara fiat, produrrai in serbia? Mi sta bene pero' zero incentivi statali!!!!!!!!!!! e' purtroppo questa la mentalita' italiana....prendere dappertutto ed il piu' possibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! | commento inviato il 23-07-2010 alle 09:39 da luca | | | Made in Japan | le giapponesi e le tedesche sono meglio delle FIAT! Compratevele; costano un po di più, ma valgono e durano molto di più. Le FIAT le venda pure ai serbi, ai croati ed ai montenegrini (se ci riesce). Non cadiamo nella trappola del ricatto. | commento inviato il 23-07-2010 alle 08:14 da letteronzo | | |
| io amo la Fiat perchè è Italiana se dovessi comprare una Fiat prodotta all'estero, comprerei auto straniere che costano anche meno delle nostre Fiat. Le auto tedesche e francesi dove la manodopera costa di più le auto costano meno | commento inviato il 23-07-2010 alle 04:19 da giuseppe | | |
| @Giorgio Sarei d'accodo con te se non fosse che la Fiat è sempre stata aiutata dallo Stato sia con fondi che a livello commerciale. Se hai preso soldi dall'italia devi reinvestirli in Italia e non all'estero.Quella dei sindacati ignoranti è solo una scusa e le aziende italiane sanno bene come scaricare personale poco gradito agirando l'ostacolo con le scatole cinesi (si veda telecom). L'amministrazione Obama negli USA è da prendere come esempio per quanto riguarda l'industri automobilistica: lo stato ti aiuta ma devi investire sul territorio nazionale, mandare via manager incapaci e ridurre lo stipendio agli altri manager che non hanno saputo mantenere competitiva l'azienda. In Fiat ci sarebbero molti manager incapaci da mandare a calci a casa ma evidentemente hanno un forte potere politico. Prendiamo il caso di Termini Imerese un progetto fallito in partenza. In pratica la Fiat apri lo stabilimento con gli aiuti dello stato ma in sicilia non venivano prodotti i pezzi delle auto quindi come fare? Alla Fiat hanno pensato bene di risolvere in questo modo: - Produrre i pezzi a Torino e mandarli in Sicilia - A Termini Imerese, con i pezzi arrivati dal Nord, venivano assemblate le auto - Terminato l'assemblaggio le auto venivano spedite a Torino - Da Torino le auto venivano distribuite su territorio nazionale Ora, è evidente che un tale sistema produttivo è un suicidio. Vorrei incontrare il manager che ha pianificato tutto questo per sputarlo in un occhio. Tuttavia da esperienza personale dico che quando vedi qualcosa di insensato sotto sotto c'è qualcuno che ci marcia La Fiat vuole produrre all'estero? benissimo, allora lo stato italiano non dovrebbe dargli nemmeno un soldo ne agevolazioni e fargli pagare le tasse su ogni macchina importata così come avviene per gli altri produttori stranieri.Purtroppo questa rimarrà un utopia | commento inviato il 22-07-2010 alle 22:56 da edo.ardo | | | Non venga in Italia | Sig. Marchionne,
Faccia produrre al estero!! Non venga in Italia, è solo una rovina!! Sono solo bravi a prendere soldi e completamente portarti alla rovina!! | commento inviato il 22-07-2010 alle 20:38 da pepo | | |
| se ci fossero dei veri sindacati dei lavoratori sarebbe già stato proclamato uno sciopero generale a tempo indeterminato. Molti probleni forse avrebbero individuato positive soluzioni per chi nella povertà produce ricchezza per i soliti ignoti. | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:48 da giovanni | | | gliele naziolizzassero! | vai vai Marchionne!.. vai che poi i serbi te la fanno quadrata la fabbricchetta con i tuoi monovolume!.. chissàche bella qualità di prodotto.. lamiere che dopo un anno fioriscono di ruggine...
tu e tutti quei miserabili che usano i soldi statali come non fossero di nessuno..
attraverserai un giorno le strisce pedonali pure tu!..... | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:46 da fab11 | | | solo ipocrisia | Con la scusa di Pomigliano, vanno ad aprire fabbriche in paesi dove manodopera e burocrazia la gestiscono a piacimento suo, dopo che per anni hanno mangiato soldi dello stato, oggi un calcio in c... a tutti quanti. Il modello Cina ha rovinato l'economia globale era meglio 30 anni fa due blocchi occidentale e comunista e ognuno produceva e consumava.Oggi siamo allo stremo per il lucro non c'è piu' ostacolo | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:41 da fra | | | Ma che Paese è quello in cui un manager non può decidere? | Ho letto delle dichiarazioni di Marchionne e dei commenti dei politici. Se l'AD di una grande azienda verifica di fatto che nel suo Paese non conviene produrre auto - perchè gli operai lavorano poco, per eccessivi diritti sindacali, per le troppe commistioni del passato (e del presente) con la politica che non favoriscono certo la meritocrazia, ecc. ecc. - semplicemente investe da un'altra parte. I commenti di Chiamparino, Sacconi e Calderoli sono fuori luogo per diversi motivi! 1) non sono loro gli azionisti della Fiat. 2) Se il loro parere di contrarietà deriva dal fatto che sono certi che lo Stato (o il Comune) abbia dato troppi soldi in passato all'azienda (in modi differenti) e, quindi, la FIAT debba in qualche modo "restituire il favore" continuando a pagare gli stipendi a propri dipendenti italiani a prescindere dal livello qualitativo del lavoro .... significa che questi politici non sono a favore della meritocrazia ma dello "scambio politico" (che è stato la rovina dell'Italia) 3) Se protestano per farsi vedere dall'opinione pubblica ... mi sa che fanno un errore: gli italiano vedono in maggioranza con favore che la Fiat faccia le proprie scelte e che non venga in alcun modo favorita/finanziata (o meglio sussidiata) dallo Stato come accadeva in passato. Solo i vetero-sindacalisti pensano che quel modello vada ancora bene: lo Stato ti favorisce tu fai lavorare un sacco di gente (anche se non lo merita) .... meglio se "amici miei" | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:25 da Giorgio | | | basta incentivi | ora basta con gli incentivi statali al mercato dell' auto (e non solo), tanto i soldi che dà lo stato, cioè noi, vanno a ingrassare i padroni delle società e non servono a produrre occupazione ! | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:18 da matteo | | |
| Non comprerò mai un'auto "ITALIANA" non fatta in "ITALIA". Rispetto per i nostri lavoratori, o volete solo i nostri soldi? | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:14 da Giuliano | | |
| Gli industriali reazionari continuino con la loro strategia della povertà che arricchisce pochi potenti,...vedremo alla fine chi comprerà i loro prodotti!! I Cinesi lavorano gratis, quelli dell'Est lavorano per mangiare ,..agli ItaGliani gli chiudiamo le fabbriche ,... vedreno poi il consumismo dove lo andranno a prendere questi capitalisti rovina società!!Disprezzo senza rispetto...anarchia degli schiavi... | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:10 da Stefano Rocco | | | Avessimo un Governo serio | Ci fosse serietà da parte del governo,chiederebbe indietro tutte le agevolazioni che ha dato alla Fiat sino ad ora tra Finanziamenti,Incentivi e chi + ne ha + ne metta.Oppure metta un dazio ad ogni auto che entra in Italia. Ma si sà già che non farà nulla. | commento inviato il 22-07-2010 alle 19:02 da Roberto. | | | |
| le auto giapponesi sono meglio delle FIAT | commento inviato il 22-07-2010 alle 14:52 da letteronzo | | |
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